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Crash! La disgregazione della forma »

Sono nate le tribù d’Italia

25 gennaio 2010 di ilprimoamore

Se guardiamo le cose in superficie, tutto sembra perduto nell’Italia di questi anni. Ma se proviamo a guardare cosa c’è sotto la superficie, ci capita continuamente di incontrare delle persone inaspettate che cercano di rendere possibile la vita e di creare tessuto connettivo in una situazione così devastata, che non si piegano, che non si arrendono, che riescono non si sa per quale miracolo a mantenere la propria umanità e libertà, che cercano di andare da un’altra parte. Bisogna ricominciare da qui, dalle persone che si riconoscono e che si mettono a sedere attorno allo stesso fuoco.

Con questo atteggiamento e con questo sentimento abbiamo proposto a singole persone e a gruppi che operano in vari campi di incontrarci anche fisicamente per unire e moltiplicare le forze e dare vita a qualcosa di inedito e di spiazzante nella situazione bloccata di questi anni.

L’incontro è avvenuto. Il numero dei partecipanti, la ricchezza, la varietà delle esperienze raccontate e il fervore sono stati superiori a ogni nostra più ottimistica previsione. Nella grande sala sovraffollata del Castello Pasquini di Castiglioncello hanno continuato ad aggiungersi persone venute da ogni parte dell’Italia, dalla Campania, dalla Puglia, dalla Lombardia, dall’Emilia, dalla Toscana, dal Veneto, dal Lazio e da altre regioni. Tutti viaggiando a proprie spese, perché non eravamo in grado di rimborsare il viaggio e potevamo contare solo sulla generosità di Armunia Festival che ha partecipato all’iniziativa e che l’ha ospitata dando per due giorni da mangiare e dormire a un così gran numero di persone.

Abbiamo ascoltato interventi di donne e uomini impegnati in attività e lotte sociali in situazioni difficili e di rischio, nella costruzione di impegnativi progetti di aggregazione, ma anche nel campo del teatro, della letteratura, della medicina, della psichiatria, della nevralgica condizione femminile, in attività di solidarietà umana, testimonianze di persone che hanno dato vita a riviste e ad associazioni di volontariato religiose e laiche.

Al termine dell’incontro ci siamo lasciati con due propositi:

  • Far nascere un sito intitolato “Tribù d’Italia” dove tutti i partecipanti all’incontro e quelli che vorranno via via aggiungersi potranno pubblicare i loro materiali, le loro iniziative e le loro proposte, per creare vasocomunicazione tra singole persone e gruppi di intervento, di partecipazione umana e di lotta che ora agiscono separati e all’insaputa gli uni dagli altri.
  • Incontrarci di nuovo un anno dopo, magari con l’aggiunta di nuovi partecipanti e in una località diversa (le più probabili in questo momento sono Milano o Lecce), per verificare le cose fatte e per inventarci quelle da fare e i passi necessari per compierle.

L’esigenza di questo incontro e di questo scarto è nata dalla constatazione che nella situazione attuale occorre mettere o rimettere in movimento tensioni, forze e intelligenze diverse, che sono dentro di noi ma che devono essere di nuovo resuscitate: sentimentali, di prefigurazione e invenzione. E non solo ostinarci e appiattirci sull’unica dimensione della lotta politica speculare così come si è venuta configurando. Perché, se lo specchio è quello e solo quello, da qualsiasi parte lo si guardi è sempre quello. Perché stiamo vivendo in una condizione di colonizzazione di tutto l’immaginario su un unico tema (l’anomalia inaccettabile delle strutture politiche e di potere personalistico che si sono venute consolidando nell’Italia di questi anni e il loro lascito di inaridimento e precarietà della vita e di crescita della cattiveria, dell’unilateralità, della ristrettezza di orizzonti, del particolarismo e del razzismo dispiegati). Perché non viviamo più in un’epoca -come nel secolo scorso o anche solo nei decenni passati- in cui si poteva agire su strutture di pensiero consolidate e istituzionalizzate da criticare e rimettere in movimento, ma in un’epoca in cui c’è bisogno piuttosto di inventarne di nuove e di più proporzionali alla situazione che stiamo tutti vivendo. Perché anche quando nel nostro paese una simile situazione finirà, ci saranno comunque da raccogliere soltanto delle macerie, se non si sarà cominciato nel frattempo a pensare a qualcosa d’altro, a sognare qualcosa d’altro, a rigenerare un tessuto necrotizzato.

Adesso la nostra piccola carovana è partita. Cosa verrà fuori da questo regalo che ci siamo fatto?

Dipende da noi -certo non solo da noi ma sicuramente anche da noi- da quanto ognuno di noi sarà disposto a credere a questa inedita possibilità e a questa moltiplicazione di forze, da quanto ognuno di noi farà e darà in termini di produzione di idee, azioni, comportamenti, invenzioni, da quanto ognuno di noi riuscirà a vincere lo scoraggiamento, la rassegnazione, il senso di impotenza che dominano in questi anni.

Il prossimo numero del Primo amore sarà quasi interamente dedicato al primo incontro di queste tribù, avvenuto nell’ottobre del 2009. Conterrà la sbobinatura di tutti gli interventi che si sono susseguiti, compresi quelli divergenti, intervallati e ricuciti dalla voce e dalle poesie di Mariangela Gualtieri. Per indicare la nostra tensione a unire possibilità, forze e piani della vita tenuti artificialmente separati in questa epoca, a moltiplicarli e rigenerarli invece che dividerli e annichilirli.

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Pubblicato in Uncategorized | 3 commenti

3 Risposte

  1. su 27 aprile 2011 a 09:41 This shoes are made for walking | Federica Albertin:le citazioni della fè

    [...] Non ci sono Santiago o S. Francesco che tengano: ci sono scarpe che ricorderanno. Sono quelle delle Tribù d’Italia, che, Cammina cammina, attraverseranno lo stivale: Milano-Pavia, Fiorenzuola-Fidenza, [...]


  2. su 13 maggio 2011 a 09:34 Cammina cammina | Abitare En

    [...] cammina” (“The Long Walk”) is the latest venture from the Tribes of Italy: a dauntless and pacific journey on foot from Milan to Naples to mark the 150th anniversary of [...]


  3. su 2 dicembre 2012 a 21:38 "Cammina cammina". Lungo l'Italia da (ri)trovare

    [...] arriva dopo un meeting animato dallo stesso spirito “rivoluzionario” organizzato dalle Tribù d’Italia 2, coordinamento virtuale prima, reale poi, nato dall’incontro di persone e gruppi che operano [...]



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