Feeds:
Articoli
Commenti

Questo sito non viene più aggiornato. Tutti coloro che fossero interessati alle nostre iniziative possono consultare il nostro nuovo sito/blog:

camminacammina.wordpress.com/

CAMMINA CAMMINA

Da Milano a Napoli ricuciamo l’Italia con i nostri passi. In un viaggio da fare insieme attraverso l’Italia, a piedi: http://camminacammina.wordpress.com/

Care camminatrici e cari camminatori,

Vi ricordiamo, se non l’avete già fatto, di iscrivervi entro venerdì 6 maggio 2011 – specificando la tappa o le tappe prescelte – contattando il nostro Tiziano Colombi a questi recapiti:

cellulare: 340 4975766 / e-mail: tiz.colombi@gmail.com

Vi ricordo che l’iscrizione è gratuita e serve per avere una panoramica chiara e il più possibile completa delle persone che marceranno: di solito, infatti, ostelli e luoghi d’accoglienza per pellegrini vogliono avere con un po’ di anticipo un’idea precisa del numero di ospiti in arrivo.

Un’altra cosa importante: abbiamo aggiornato il calendario del cammino fino a Capua (restano da definire ancora alcuni dettagli delle due o tre tappe finali, ma ci stiamo lavorando).
Inoltre, accanto a ciascuna delle tappe da Pavia a Roma abbiamo messo dei link che rimandano a un’utilissima scheda informativa con indicazioni particolareggiate di percorso e mappa. Ogni scheda è in PDF e può essere scaricata e stampata. Dategli un’occhiata, vi farete un’idea più precisa delle tappe!

Infine una parola sulla questione “pernottamento & budget del camminatore (un argomento su cui torneremo con più precisione non appena avremo vagliato e selezionato tutti i luoghi di accoglienza tra una tappa e l’altra).
la nostra idea è di utilizzare il più possibile la rete di bivacchi, rifugi, ostelli e dormitori per pellegrini già presente lungo tutta la Via Francigena (ma non solo), nonché tutte quelle sistemazioni molto spartane offerte da diversi comuni e parrocchie. Si tratta, com’è facile intuire, di soluzioni per lo più molto economiche, spesso a offerta libera (e qui tutto starò al vostro buon cuore!). In alcuni rari casi saremo costretti a sostare in luoghi un po’ più costosi, ma per cifre che non dovrebbero mai superare la ventina di euro.
Perciò, al momento di fare due conti e decidere quanto mettervi in saccoccia prima di venire a camminare, tenete presente questi dati:
– il numero di tappe che avete pianificato di percorrere
– il costo del viaggio di ritorno a casa nel momento in cui lascerete il cammino
– il range di prezzo degli alloggi per la notte, che come si è detto va dall’offerta libera ai 20 € circa.

Cammina cammina

Tribù d’Italia e Consorzio Cantiere Cuccagna presentano:

CAMMINA CAMMINA

Da Milano a Napoli ricuciamo l’Italia con i nostri passi. In un viaggio da fare insieme attraverso l’Italia, a piedi.

Milano, 24 marzo 2011

In questi anni, in questi mesi, in queste settimane, si respira un’aria pesante in Italia. C’è una cappa che grava sulle nostre vite, un’intossicazione che sembra attraversare non solo la dimensione politica ma anche ogni altra cosa.

Eppure ci sono, in ogni parte del paese e in ogni sua piega, persone singole oppure associate ad altre che mettono al mondo cose inaspettate, che si muovono in direzioni diverse e migliori, che non sono schiacciate solo sul momento dell’opposizione e del giusto rifiuto ma che esprimono anche una forza rigenerativa e di prefigurazione. Ci sembra questa la cosa originale e nuova che sta sorgendo dal basso, in questi anni, in Italia.

Ci sembra sia necessario compiere un gesto che dia un segno diverso a questa novità e a questa nascita.

Così abbiamo pensato a qualcosa che dia l’idea dell’inizio di un viaggio da fare insieme. Perché, se tutto è o sembra fermo, è proprio il momento di mettersi in cammino. Perché se c’è una cosa che non possono toglierci è la nostra capacità di muovere i nostri corpi e le nostre menti nello spazio e nel tempo.

Ci sono delle aspirazioni di cui non si parla più da tempo ma che sono la condizione stessa per poter vivere una vita che non sia indegna di essere vissuta.

Proviamo a nominarne alcune: la salute, la forza interiore, la capacità di sentimento e pensiero, il fervore, l’allegria, l’altruismo, il rifiuto dell’ingiustizia, la libertà, l’amicizia, l’amore.

Ci sono delle lucine, molte lucine, in questo paese buio. Bisogna farle crescere e farle incontrare, bisogna creare un piccolo vortice che si possa unire con gli altri piccoli vortici che già ci sono.

Proponiamo a persone singole e a gruppi, donne e uomini, un gesto elementare, irriducibile, disarmato, contagioso, proliferante: quello di compiere un viaggio o un pezzo di viaggio attraverso l’Italia, a piedi, ciascuno secondo le proprie possibilità e disponibilità di tempo, dieci passi o settecento chilometri, non importa, da Milano a Napoli, per incontrare lungo il percorso tutti quelli che si vorranno unire e fare un pezzo di strada insieme.

Una fila di persone che mettono in cammino non solo i loro corpi ma anche le loro menti, una carovana muta, senza bandiere, senza slogan, senza striscioni, solo i nostri corpi e le nostre menti che riprendono il movimento. E che attraversa e congiunge in un unico abbraccio il nostro paese lacerato e annichilito che vorrebbero lacerare e annichilire ancora di più.

La nostra vita è scucita. L’Italia è scucita. Ricominciamo a cucirla coi nostri passi.


SCADENZA ISCRIZIONI 30 APRILE 6 MAGGIO 2011.

L’iscrizione è gratuita e ha il solo scopo di “contare” i partecipanti, in modo tale da comunicare per tempo e correttamente agli ostelli, dormitori ecc. il numero degli ospiti.

Per  informazioni contattare

Tiziano Colombi
tiz.colombi@gmail.com
340 4975766

Il “Cammina cammina” si snoderà da Milano a Napoli. La partenza è fissata per venerdì 20 maggio 2011, alle ore 08:00, dalla Cascina Cuccagna. Nella prima parte del percorso, tra Pavia e Roma, utilizzeremo come itinerario quello storico e plurisecolare della Via Francigena, l’antica strada che percorrevano i pellegrini diretti a Roma dal Nord Europa.
L’approdo finale del “Cammina cammina” dovrebbe avvenire (salvo qualche piccolo aggiustamento di calendario)  il 3/4 luglio 2011 a Napoli Scampia, presso il Centro Hurtado.

Queste sono le tappe di “Cammina cammina”:

20 maggio          Milano – Pavia 33,6 km – 6.45 h

21 maggio          pavia – santa cristina 27,4 – 6 h (scarica descrizione e mappa in PDF)

22 maggio          santa cristina – orio litta 16,8 – 3,50 h (PDF)

23 maggio          orio litta – piacenza 17,4 – 3.50 h (PDF)

24 maggio          piacenza – fiorenzuola 32,9 – 7.30 h (PDF)

25 maggio          fiorenzuola – fidenza 22.3 – 5 h (PDF)

26 maggio          fidenza – fornovo 34,1 – 7.40 h (PDF)

27 maggio          fornovo – cassio 20,6 – 4.40 h (PDF)

28 maggio          cassio – ostello – cisa 18,9 – 5.15 h (PDF)

29 maggio          cisa – pontremoli 19,4 – 5 h (PDF)

30 maggio          pontremoli – aulla 32,9 – 8 h (PDF)

31 maggio          aulla – avenza 32,4 – 8 h (PDF)

1 giugno             avenza – pietrasanta 27,8 – 6.15 h (PDF)

2 giugno             pietrasanta – lucca 32,3 – 7.15 h (PDF)

3 giugno             lucca – altopascio 17,8 – 4 h (PDF)

4 giugno             altopascio – san miniato 25,3 – 5.40 h (PDF)

5 giugno             san miniato – gambassi 23,7 – 6 h (PDF)

6 giugno             gambassi –  s. giminiano 13,4 – 3 h (PDF)

7 giugno             s. giminiano – monteriggioni 29,8 – 7.30 h (PDF)

8 giugno             monteriggioni – siena 20,5 – 4.30 h (PDF)

9 giugno             siena – ponte d’arbia 28,5 – 6.20 h (PDF)

10 giugno           ponte d’arbia – san quirico d’orcia 27,4 – 6 h (PDF)

11 giugno           san quirico d’orcia – radicofani 32,7 – 7.15 h (PDF)

12 giugno          radicofani – acquapendente 31,8 – 7 h (PDF)

13 giugno          acquapendente – bolsena 22,1 – 5 h (PDF)

14 giugno          bolsena – montefiascone 18,3 – 4 h (PDF)

15 giugno          montefiascone – viterbo 17,7 – 4 h (PDF)

16 giugno          viterbo – vetralla 20 – 4 h (PDF)

17 giugno          vetralla – sutri 22,5 – 5 h (PDF)

18 giugno          sutri – campagnano 24,3 – 5.20 h (PDF)

19 giugno          campagnano – la storta 24,4 – 5.30 h (PDF)

20 giugno          la storta – roma 15,8 – 3.30 h (PDF)

21  giugno         Roma – Castelgandolfo (RM) -> 25 km

22 giugno         Castelgandolfo (RM) (Albano) – Nemi (RM) -> 18 km

23 giugno         Nemi (RM) – Cori (LT) -> 23 km

24 giugno         Cori (LT) – Sermoneta (LT) 20 km

25 giugno         Sermoneta (LT) –  Sezze (LT) 25 km

26 giugno         Sezze (LT) – abbazia di Fossanova (LT) -> 22 km

27 giugno         Abbazia di Fossanova (LT) – Terracina (LT) 24 km

28 giugno         Terracina (LT) – Fondi (LT) -> circa 19 km

29 giugno         Fondi (LT) (via Itri) – Formia (LT) ->  circa 25 km

30 giugno         Formia – Sessa Aurunca 31 km

1 luglio              Sessa Aurunca – Capua 33 km

I dettagli delle tappe finali da Capua a Napoli Scampia sono ancora da definire.




Care amiche/i vi inviamo le novità dal sito:

Seminari/ Documenti del IV Seminario 2009-10
Il lavoro domestico e di cura non pagato, una sfida politica e teorica sempre più attuale, di Antonella Picchio

Dossier Lavoro

Voci di donne. Racconti di emigrazione polacca in Italia, di Gabriela Samolyk
La Banalità dello scambio. Intervista a Paola Tabet, di Mathieu Trachman
Il lavoro contemporaneo, di Maria Grazia Campari
Il lavoro domestico e di cura non pagato, una sfida, di Antonella Picchio
La predatrice onnivora, di Manuela Cartosio

Pensiamoci
Un pianeta di soli uomini?, di Valeria Fieramonte
Il festival gelatinoso, di Daniela Pastor
Segni anti-fascisti, di Donatella Bassanesi

Dossier Amore e violenza
“Signor Berlusconi, basta battutacce”, di Elvira Dones

Dossier Parto e maternità
Padri davanti a un bivio,
di Stefano Ciccone
Intervista a Elisabeth Badinter,
di Anne Crignon e Sophie des Déserts
La madre: il primo e l’ultimo tabù,
di Lea Melandri
Il cervello delle mamme, di Silvia

Dossier La posta di Lea
Lea Melandri dialoga con
Antonella Nappi, Daniela Nobbio, Liliana Moro, Cristina Pecchioli e Assunta Sarlo

Libri
Matilde Tortora (a cura di), Le donne nel cinema di animazione, di Matilde Tortora
Sara Sesti e Liliana Moro, Scienziate nel tempo. 70 biografie, di Paola Emilia Cicerone
Carla Lonzi, Sputiamo su Hegel e altri scritti, postfazione di Maria Luisa Boccia
Segnalazioni:
Paola Bonizzoni, Famiglie globali. Le frontiere della maternità
Bianca Maria Neri, Storia privata di una donna qualunque
Libera Mazzoleni,,I muri della mente
Caterina Soffici, Ma le donne no

Film
Scuola senza fine, di Adriana Monti
Donne senza uomini, di Natalia Aspesi
Mostre
Ragazze di fabbrica, a cura biblioteche del Municipio VI Medio Ponente, Genova
Scienza
Troppo 70 mila isterectomie all’anno in Italia, di Valeria Fieramonte

Storia
Imparare dagli zingari, di Donatella Bassanesi
/Letture
Marisa Rodano, Memorie di una che c’era. Una storia dell’Udi

Mito e religioni
Alla dea, una performance di Barbara Zanoni

Soggettività lesbica Anita Sonego, Video su YouTube
Perché sostenere la candidatura di Anita?,
a cura di GSL
Ma chi te lo fa fare?, intervista ad Anita Sonego di Katia Acquafredda

15/22 marzo, ore 10:30. Quando si spalanca la porta ed entra nella stanza un ragazzo in giacca scura, quasi schiacciato da quattro guardie corpulente, non parte nessun applauso. Per un attimo quaranta studenti, dottorandi e perfezionandi rimangono muti, immobilizzati dall’entusiasmo che emana quella piccola figura che si dirige rapida verso la sedia dal quale interverrà per il seminario di “Criminalità internazionale”. Tutto si frantuma come un cristallo quando il clap clap di un funzionario spezza il silenzio: subito l’applauso si propaga per la Sala Azzurra, una delle più prestigiose aule della Scuola Normale Superiore di Pisa.

Roberto Saviano appare in scena così, con passo sicuro e disinvolto. È evidentemente cosciente delle proprie capacità di oratore, ma ancor più lo è dei contenuti del suo discorso, lui che – primo caso nella storia – a soli 31 anni ha già partecipato a due “Venerdì del Direttore” presso la Scuola Normale. Nella sua scorta si avverte invece un certo nervosismo: le facce sono tese, controllano ogni movimento dei partecipanti e si lanciano occhiate e indicazioni. Deve passare più di un’ora perché i volti dei militari si rilassino: solo allora sorrido accorgendomi che gli sguardi non si soffermano più su movimenti sospetti, ma vengono distratti dal passaggio di una bella ragazza.

Roberto Saviano prende la parola e racconta di come la criminalità organizzata sia sempre meno criminale e sempre più organizzata. Il petrolio bianco – dice, riferendosi evidentemente alla cocaina – sta cambiando gli equilibri economici di molti Paesi nel mondo, e fa un cenno al Messico, diventato una “narcodemocrazia” che sta vivendo una cosiddetta “turbocrescita” proprio grazie al traffico della coca. “Buona parte della stessa geopolitica potrebbe essere riconsiderata in base al narcotraffico” commenta. E parla di Obama, che ha stanziato più soldi per le indagini sul narcotraffico che non su quelle inerenti al terrorismo, proprio perché – evidentemente – ritiene questo problema decisamente più serio e concreto.

Ed è a questo punto che il discorso di Saviano ci fa percorrere migliaia di chilometri per tornare in Italia: “Salvatore Mancuso,” sorride amaramente lo scrittore “trafficante colombiano di origine italiana, dice sempre che ‘la pianta della coca è molto strana: perché ha le foglie in Sudamerica, ma le radici in Italia’”. “Ne è una prova” prosegue “ il fatto che tutte le mafie internazionali considerano quelle italiane come gli interlocutori principali”.

Unica possibilità di sconfiggere il traffico internazionale del petrolio bianco sembrerebbe, a questo punto, la depenalizzazione: la stessa redazione dell’Economist sostiene da vent’anni che la vendita controllata delle sostanze stupefacenti potrebbe portare numerosi vantaggi, specie dopo che è stato dimostrato il totale fallimento del proibizionismo.

“Ma allora cosa si può fare contro la mafia?” chiedono sconcertati i volti dei ragazzi che ascoltano lo scrittore. Saviano sembra cogliere la domanda: “Bisognerebbe accendere più luci sul fenomeno mafioso, specie su quello che è sempre rimasto più all’ombra: i siciliani erano abituati già da tempo ad avere a che fare con i media, ma la Camorra no ed ha risentito molto dell’attenzione posta nella Campania ultimamente”. “Se i giornali nazionali spostassero la redazione nel napoletano” garantisce Saviano “si avrebbero giornali totalmente diversi da quelli che leggiamo tutti i giorni. Si avrebbe maggiore informazione su fatti gravissimi che, oggi, sono relegati a qualche piccolo giornale provinciale, scritti da cronisti coraggiosi ma, purtroppo, spesso non troppo abili all’analisi del fenomeno”.

La Camorra, infatti, è molto attenta all’informazione: attraverso una rapida rassegna dei titoli dei principali giornali campani, Saviano fa osservare quanto sia evidente l’influenza dei boss. È sufficiente ascoltare la chiamata di Michele Zagaria e Antonio Iovine al giornalista Carlo Pascarella, allora al Corriere di Caserta, per capire quale aria giri nelle redazioni dei giornali. I due boss latitanti, uno dopo l’altro, si lamentano in maniera vagamente minacciosa con l’incredulo Pascarella, sostenendo che non sia “un giornalista serio” in quanto scrive di guerre non vere tra le loro famiglie.

Dopo ogni omicidio di Camorra, la tendenza è quella di diffamare la vittima per far sì che la sua morte venga accettata senza problemi dalla comunità. Si utilizzano tutte le strategie: l’accusa di pedofilia, di traffico d’armi o addirittura di appartenere alla stessa Camorra. Così accadde persino con don Peppe Diana, eliminato nel 1994 dal clan dei Casalesi, sotto l’impero di Francesco Schiavone (detto Sandokan), accusato di esser stato a letto con due donne solo perché era uscita su un giornale una sua foto mentre abbracciava due scout.

Ma questi giornali non sono solamente i portavoce della Camorra, creano anche un immaginario di successo: si pensi a Nunzio De Falco che, per esempio, condannato come mandante dell’assassinio di don Peppe Diana, nei titoli del Corriere di Caserta è definito “re degli sciupafemmine”, quasi una nuova icona pop.

A questo punto si salta a scherzare sull’antropologia mafiosa: il giovane scrittore ride a ripensare all’intercettazione di Roberto Settineri, ambasciatore dei clan a Miami, che parla con un interlocutore a Palermo e gli canta – con la melodia de Il Padrino – “Parla ben piano che nessuno sentirà!”. I film di mafia più che portare le usanze mafiose nel cinema, hanno creato dei modelli che stanno avendo un incredibile successo nella realtà. Lo stesso termine “padrino” non veniva utilizzato dai clan di mafia prima dell’avvento dell’omonimo film.

La cultura pop penetra nell’immaginario mafioso e lo arricchisce di particolarità curiose: “I più giovani mafiosi vestono” dice Saviano sgranando gli occhi e gesticolando con la mano “come i tronisti di Maria de Filippi!”. La platea ride.

Sebbene la giurisprudenza italiana sia la più avanzata nel trattare i fenomeni mafiosi (si pensi solamente che né in Gran Bretagna, né in Francia, né in Germania né in Spagna esiste il reato di associazione mafiosa), nel nostro Paese non si fa ancora abbastanza per lottare contro quest’organizzazione criminale, che sta tendendo sempre più a legalizzarsi e infiltrarsi nelle strutture istituzionali, dove può radicare indisturbata e riportare nella legalità i frutti di attività illecite (si pensi al riciclaggio di denaro sporco svolto – secondo le indagini – da Scaglia, il fondatore di Fastweb).

La Camorra, al di là delle guerre di potere, si comporta come una vera e propria impresa moderna: il suo scopo è vendere la maggior quantità di prodotto e tagliare i costi di produzione. La cura che essa riserva all’immagine è poi emblematica della sua evoluzione all’interno di un sistema economico in cui i confini della legalità si fanno sempre più labili. Promossa come l’impresa più potente d’Italia, con un fatturato annuo pari a 40.000 milioni di euro, la crescita della Camorra deve essere fermata prima che sia troppo tardi.

di Enrico Santus

A quattro anni di distanza da “rEsistere a Scampìa”, la festa della letteratura per ragazzi che per un giorno intero invase l’intero quartiere, e dall’inaugurazione del Centro Hurtado con la sua unica biblioteca dedicata soprattutto ai ragazzi, il Presidio del Libro di Scampìa e il Centro Hurtado ripropongono, per il 22 e 23 maggio prossimi, il simbolico momento di festa “culturale” con l’obiettivo, questa volta, di “occupare” con la cultura il quartiere che chiede, ancora una volta, “fiducia” per combattere i “pregiudizi”.
Proposta dal Presidio del libro di Scampìa la manifestazione impegna molte forze del territorio e le associazioni nazionali Presidi del Libro presieduta da Giuseppe Laterza e l’Associazione Forum presieduta da Melina De Caro. Ne è nata un’idea nuova di festa, leggera e allegra che si sviluppa tutta intorno al libro e alla lettura: un evento prestigioso e simbolico che vuole in parte “restituire” alla gente uno spazio in cui tornare a parlare, a confrontarsi, o anche a  scontrarsi, a chiedere pace o continuare la guerra, a denunciare la munnezza, a  stupirsi per la bellezza; un luogo come agorà con incontri, laboratori, reading, divertenti spettacoli, piccole performance e tanta buona musica!Il progetto della due giorni parte dall’occupazione di alcuni degli spazi urbani, culturali e sociali di Scampìa che diventeranno il luogo del confronto dove declinare le esperienze dello scambio culturale: così, mentre il parco urbano di Scampìa sarà il luogo in cui si allestiranno stand e mercatini, si ascolteranno le letture, la musica la voce degli scrittori protagonisti e si ospiteranno artigiani con i loro arnesi per raccontare gli antichi mestieri il Centro Hurtado ospiterà alcuni dei dibattiti, le proiezioni, gli incontri con scrittori, attori, musicisti ed esperti dei tre settori culturale, ambientale e alimentare (con una rappresentanza campana di Slow Food). Per le strade del grande quartiere napoletano si riverserà una carovana di cittadini, lettori, scrittori: dal Nord come dal centro e dal Sud Italia arriveranno a Scampìa anche i rappresentanti di tutti i Presidi del Libro nazionali per raccontare le loro esperienze e donarne una a Napoli tramite un ospite, un film, un racconto, come se fossero semi.
Inoltre, sarà questa l’occasione per inaugurare la “Bottega Artigiana per il Libro”, allestita con il contributo importantissimo della Fondazione Vodafone Italia e della Fondazione per il Sud.
Un grande stand sarà dedicato ai “libri più amati” messi a disposizione dei lettori dalle biblioteche, dai librai e dagli editori per essere letti, acquistati, scambiati, regalati. E poi gli eventi, i laboratori e gli incontri dedicati agli adulti e ai bambini.
Tra queste attività spicca soprattutto per la novità dell’offerta la Living Library (saranno 4/5 i libri parlanti che si potranno ascoltare) sul tema specifico della “fiducia e dei pregiudizi”.
Attenzione particolare sarà poi puntato sull’ambiente e in quest’ambito sarà lanciato il concorso per la realizzazione di giardini didattici in collaborazione con l’Università Federico II e sarà ospitato uno dei più interessanti paesaggisti del momento: Antonio Perazzi sarà ospite di Scampìa per qualche giorno e alla fine regalerà il suo sguardo sul quartiere e la sua idea di risistemazione del territorio.
Tra gli ospiti che finora hanno accettato l’invito a presidiare Scampìa: Antonio Perazzi, Franco Arminio, Ornella Della Libera, Antonio Moresco, Maurizio De Giovanni, Maurizio Braucci, Maria Attanasio, Emanuela Bussolati, Manuela Salvi, Tiziano Scarpa, Domenico Starnone, Angelo Petrella, Francesca Bazzurro e Alessandra Vitelli, Antonella Agnoli, Antonella Del Giudice, Giovanni Giovannetti, Andrea Amerio, Andrea Tarabbia, Giuseppe Laterza, Filomena Liturri, Gilda Melfi, Marina Losappio, Paolo Pisanti, Fausta Orecchio, Angela Scatigna.